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MARKETING


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Manipolazione per fini commerciali

Bastano 10 euro per avere 1000 follower su Facebook oppure 2.400 su Twitter, 3.800 su Instagram, 450 su YouTube e 13.000 su Instagram. Ed è così anche per i like e per i commenti. Per quest'ultimi in particolare con 10 euro però si arriva al massimo a 200 commenti su Instagram, il social più a buon mercato se si parla di interazioni manipolate.

L'utilizzo di account oppure di traffico di like per "gonfiare il successo" delle campagne di social media marketing, è una pratica purtroppo oramai diffusa ed in termini economici vale ad oggi miliardi di euro.

Un fenomeno che si configura come una pratica illegale, le cui vittime sono ovviamente i consumatori ma anche le imprese sia dal lato della propria reputazione sia per livello di responsabilità civile, laddove un giudice intravedesse una commissione tra influencer e impresa committente.

Il mestiere del parrucchiere oggi si conferma come una professione intramontabile, ma quanto rende? Quanto guadagna oggi un parrucchiere?

Quello del parrucchiere oggi è un mestiere ambìto ed il suo stipendio può variare molto a seconda che sia un dipendente o un lavoratore autonomo, che abbia esperienza o sia agli esordi, che sia social o meno.

Compiti del parrucchiere

Le mansioni che un parrucchiere, o hairstylist come amano essere chiamati i professionisti delle forbici, sono diverse e tra di esse possiamo annoverare:

  • Shampoo
  • Trattamenti post-shampoo (ristrutturanti, lucidanti, ammorbidenti, nutrienti, anti-crespo, etc..)
  • Colore o Colorazione (mèches, colpi di sole, shatush, schiariture, balayage, riflessi)
  • Taglio
  • Trattamenti speciali (permanente, stiratura, frisè)
  • Piega e messa in piega (capelli ricci, mossi, lisci, piega con bigodini o senza)

Tutte queste fasi sono importanti e in ognuna di esse un parrucchiere professionista trova il modo di dimostrare la propria preparazione.

Affondare le mani nella chioma di un cliente permette ad un hairstylist attento di comprendere le caratteristiche peculiari dei capelli, cosa che gli permette di utilizzare i prodotti specifici e di sottoporre al medesimo trattamenti personalizzati volti alla cura ed alla salute dei capelli stessi. Meritevole di menzione è anche la nuova professione del Barber, oggi infatti non solo i capelli sono oggetto di attenzione, cura e moda. La barba è la nuova frontiera, il nuovo oggetto di studio ed attenzione.

Lo stipendio del parrucchiere: quanto guadagna?

Certamente una formazione presso accademie prestigiose, un aggiornamento costante, una continua ricerca stilistica volta a proporre ai propri clienti nuove tecniche di taglio, colori alla moda e acconciature all’avanguardia sono tutte caratteristiche che aiutano i parrucchieri ad avanzare professionalmente e a guadagnare di più.

La prima differenza di guadagno tuttavia è legata al fatto che un parrucchiere sia un lavoratore autonomo o un dipendente.

Se parliamo di un lavoratore autonomo i guadagni possono essere senza limite, eclatanti casi di hairstlylists nati all’ombra di trasmissioni televisive o di potenti campagne sui social network divenuti titolari di catene di saloni in pochissimi anni insegnano che questa professione può veramente diventare una industria. Tuttavia non bisogna dimenticare i costi legati alla libera professione, che nei casi più tradizionali possono chiaramente ridimensionare e molto i guadagni.

Parliamo delle spese legate all’affitto dei locali o alla rata del mutuo per il loro acquisto, alle spese per l’arredamento, ai costi per le attrezzature e ai costi del personale. Per quanto riguarda le spese legate alla apertura ed alla gestione della partita IVA e quelle legate alla contabilità tuttavia si può trovare aiuto nella scelta del regime forfettario, almeno all’inizio, per il quale è prevista dalla normativa vigente un trattamento fiscale speciale con lo scopo di facilitare l’apertura di nuove imprese economiche.

Come si diventa parrucchiere?

Dopo aver visto cosa fa un parrucchiere e quanto guadagna un parrucchiere, è venuto il momento di capire come si diventa parrucchiere.

Il modo per diventare parrucchiere è solo uno, conseguire una abilitazione professionale ma le vie per conseguire tale abilitazione sono due:

  • Lavorare per 2 anni come dipendente o 5 anni come apprendista presso un salone,  e poi fare richiesta dell’abilitazione alla Camera di Commercio Industria ed Artigianato della propria Provincia di residenza
  • Sostenere un esame volto all’ottenimento della qualifica professionale dopo aver frequentato 2 anni di scuola professionale.

Ora sapete quanto guadagna un parrucchiere, quali sono le mansioni di un parrucchiere e come si diventa parrucchiere ….. adesso spetta solo alla vostra passione ed alla vostra volontà entrare nel meraviglioso mondo della moda-capelli!

Images from Freepik

I siti web riescono a raggiungere audience ma pochi la trattengono.

Non serve oggi avere un alto numero di utenti, ciò che è prezioso è CONSERVARE l'attenzione dei navigatori, ottenere il loro tempo.

L'audience, insomma, non può essere l'unico parametro per valutare le performance on line e rappresenta una sfida dei siti per trovare il modo non solo di attrarre ma anche di trattenere gli utenti.

Continua a crescere il fatturato del settore cosmetico +2,8%
sostenuto dalle esportazioni +4,5%.
L’andamento dei canali riflette l’evoluzione dei consumatori

MILANO, 18 SETTEMBRE 2019 – L’Indagine congiunturale, curata da COSMETICA ITALIA conferma l’anticiclicità del comparto e stima per la fine del 2019 un fatturato globale del settore prossimo agli 11,7 miliardi, in crescita del +2,8%.

Le esportazioni, sempre più diversificate verso mercati anche al di fuori dell’Europa, continuano a ricoprire un ruolo di primo piano nella crescita della produzione: si prevede, infatti, che l’export segnerà a fine anno un incremento del +4,5% per un valore vicino ai 5 miliardi di euro. Questo dato permette di registrare l’ennesimo record sulla bilancia dei pagamenti, prossima ai 3 miliardi di euro.

«Lo scenario dei mercati è in costante cambiamento e il consumatore è meno fedele rispetto al passato – ha commentato il presidente di Cosmetica Italia, Renato AncorottiTuttavia, l’industria cosmetica italiana continua a distinguersi per una dinamica positiva, sia sul piano della produzione che dell’export e, tra gli indicatori industriali, gli investimenti in ricerca e sviluppo consolidano i trend in aumento rispetto ai precedenti esercizi». Uno sguardo ai canali distributivi conferma la capacità di assecondare l’evoluzione degli stessi consumatori.

All’interno dei canali professionali, i centri estetici rafforzano le frequentazioni e i consumi, stimando per fine 2019 una crescita del +0,5%; al contrario i saloni di acconciatura mostrano ancora segnali di difficoltà con una probabile chiusura in contrazione a -1%.

Il canale erboristeria conferma invece la propria tenuta con una previsione a fine 2019 del +1,8%, seppur con valori ridotti rispetto al passato; positive anche le previsioni per la farmacia, +1,6%, canale sempre più vicino alla seconda posizione tra i canali di vendita detenuta dalla profumeria.

Quest’ultima, si stima che a fine anno chiuderà con un +1,2%, tuttavia diversi fattori, tra cui la forte specializzazione su poche famiglie di prodotto, non consentono ancora proiezioni ottimistiche sull’evoluzione del canale.

La grande distribuzione ha una crescita attesa a fine 2019 di +1,5%: rappresentando il 41% del mercato cosmetico nazionale per un valore prossimo ai 4,2 miliardi di euro.

L’e-commerce continua a rappresentare l’evidenza della trasformazione digitale del settore e, anche per il 2019, si prevede che registrerà trend superiori agli altri canali con +22%; proprio lo spostamento verso forme distributive più innovative giustifica la frenata delle vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza) che a fine anno si stima avranno una contrazione del -2%.

Infine, è importante il segnale positivo (+5%) previsto in chiusura di esercizio per il contoterzismo che, ponendosi a monte rispetto agli altri canali, anticipa una dinamica di crescita per l’intero settore.

I CLIENTI hanno
ASPETTATIVE sempre più ALTE

In un mondo in cui si sono moltiplicate le opportunità di acquisto e di relazione con i brand, le CHIAVI per il SUCCESSO sono la personalizzazione e l'esperienza di marca che si riesce a offrire ai clienti che però, complice anche il digitale, hanno aspettative sempre più alte.

Diventa quindi indispensabile conoscere il consumatore.

"Oggi ogni luogo è un luogo di scambio: stiamo sempre vendendo o comprando un prodotto, un servizio, dati, informazione, attenzione"

Uno scenario, quello attuale, in cui si presentano, infinite possibilità di acquisto e di relazione con le marche.
I CONSUMATORI hanno cominciato a muoversi non più in modo lineare ma imprevedibile e i diversi punti di contatto si intrecciano tra loro.

Per esempio il 45% dichiara di comprare sul web dopo aver effettuato una ricerca nel negozio fisico, che quindi non è più da considerare come il punto terminale del processo.
Inoltre chi fa shopping online spesso lo fa da rivenditori non italiani: ci si riferisce quindi non più a una geografia italiana ma internazionale.

Tutto ciò porta a una trasformazione delle aspettative del consumatore.

Il 38% infatti si aspetta personalizzazione, il 64% la consegna gratuita degli acquisti online, il 30% procedure semplici per il reso, il 68% un'esperienza post acquisto.

Jean-Paul Agon presidente e amministratore delegato del gruppo L'Oreal.

Il MIGLIORE SEMESTRE
da Dieci Anni a questa parte

L’Oréal non arresta la sua corsa e nei primi sei mesi del 2019
mette a segno ricavi in crescita per tutte le divisioni.

“Il migliore semestre da dieci anni a questa parte”: così Jean-Paul Agon, presidente e amministratore delegato del gruppo L’Oréal ha commentato i risultati dei primi sei mesi dell’anno.

Il fatturato è cresciuto del 7,3% (like-for like) superando i
14,8 miliardi di euro e l’utile operativo è salito del 12,1%, stabilendo un nuovo record di margine operativo del 19,5%, pari a più di
2,3 miliardi di euro.

Tutte le divisioni stanno crescendo, in particolare L’Oréal Luxe
(+ 13,2% a 5,150% miliardi) e L’Oréal Active Cosmetics 
(+ 13,6% a 1,416% miliardi), che hanno registrato una crescita a doppia cifra.

La progressione di L’Oréal Luxe è guidata dai suoi quattro grandi marchi LancômeYves Saint LaurentGiorgio Armani e Kiehl’s.

La divisione Active Cosmetics continua a beneficiare del crescente interesse per la bellezza e sta registrando una crescita geograficamente equilibrata.

“Le prestazioni della divisione prodotti di consumo stanno migliorando di semestre in semestre" ha proseguito Agon, grazie soprattutto al successo di L’Oréal Paris, il marchio di bellezza numero uno al mondo.

"Nel frattempo, la trasformazione della divisione prodotti professionali è in corso”.

Tra le aree geografiche stanno crescendo in particolare:
l’Asia-Pacifico, Cina, India, Malesia, Indonesia, Vietnam mentre il Nord America è ancora frenato dal rallentamento del make up.

L’e-commerce è aumentato del + 48,5% e rappresenta il 13,2%
delle vendite totali.

salone-stile-industriale

ADDIO ALLO STILE MODERNO

Il 2020 porterà una novità esclusiva per i PARRUCCHIERI:
il prossimo anno sarà il trionfo dello STILE INDUSTRIALE.

Questa linea sarà sempre più usata da ARCHITETTI
e INTERIOR DESIGNERS e verrà consigliata
a tutti coloro che avranno intenzione di
rinnovare il proprio SALONE.

Il primo passo per creare un perfetto STILE INDUSTRIALE
è creare un ambiente open space, con ampie vetrine.
Il DESIGN deve essere minimal e le PARETI lasciate grezze.
Essenziale poi è che i TUBI siano ben in vista
e i PAVIMENTI in cemento.

salone-stile-industriale

Il MIX VINCENTE è la combinazione tra LEGNO e FERRO.
Meglio optare per SPECCHI da lavoro molto alti,
dalle linee squadrate, e per POLTRONE DA LAVORO in ferro
con braccioli in legno. Completate il tutto con un sistema
di illuminazione fatto di GROSSE LAMPADE SOSPESE
e otterrete un ATELIER in perfetto stile industriale.

salone-stile-industriale

Immagini a cura di Habitat Design

cliente-infedele

I Marchi devono COSTANTEMENTE
cercare NUOVO PUBBLICO

Il dramma che vivono oggi i MARCHI non è tanto
il consumatore infedele, quanto piuttosto che
NON ESISTE nessun consumatore fedele.

Due CONCETTI apparentemente simili, ma dalle
CONSEGUENZE OPPOSTE: le Aziende NON devono puntare
infatti ad arginare il NOMADISMO della CLIENTELA,
anzi devono tenere a mente che il CLIENTE VAGA naturalmente
di marca in marca e, di conseguenza, devono investire
costantemente per intercettare NUOVO pubblico in movimento.

In parole povere, i BRAND non hanno nessuno zoccolo
duro di pubblico su cui contare a mo’ di tesoretto.
Solo il 2% degli italiani SCEGLIE sempre la STESSA MARCA.
Invece, almeno il 75% spazia nelle sue preferenze
tra DUE o PIÙ BRAND della stessa categoria merceologica.

Ecco perché è finita l'era di coccolare solo
i CLIENTI TRADIZIONALI ed ecco perché
si deve sempre dare la caccia ai CLIENTI NUOVI.

branding

In un mondo in cui si sono moltiplicate le opportunità di acquisto
e di relazione con i BRAND, le CHIAVI PER IL SUCCESSO sono la PERSONALIZZAZIONE e l'ESPERIENZA DI MARCA che riesce
a offrire ai Clienti che però, complice anche il digitale,
hanno aspettative sempre più alte.

DIVENTA INDISPENSABILE CONOSCERE IL CONSUMATORE !

Oggi, ogni luogo è un luogo di scambio: stiamo sempre VENDENDO o COMPRANDO un prodotto, servizio, dati, informazioni, attenzione.

Quello attuale, è uno SCENARIO in cui si presentano INFINITE POSSIBILITÀ di acquisto e di relazione con le MARCHE.
I CONSUMATORI hanno cominciato a muoversi non più
in modo lineare ma IMPREVEDIBILE e i diversi punti di contatto
si intrecciano tra loro.

affari negativi

Non è un MOMENTO FACILE per gli affari, ma ...

... chi ha SMESSO o DIMINUITO di fare pubblicità ...

È ANDATO PEGGIO !!!

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